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Necessità d'affetto, ecco come considero questa mia fase. Per la mia instabilità emotiva dovuta agli Esami, l'unica cura che mi può permettere di sopravvivere è un'overdose di dolcezza. Che qualcuno ascolti questa mia muta preghiera ..


Good Bye My Lover
( James Blunt )



Title: Lover ..
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* Ringrazio Lara per la vers18 di questo Blog *

About

Nome: Anna.
Data di Nascita: 19.06.1989.
Professione: "Il nulla cosmico .."
Colore: Rosso.
Canzone: There you'll be.
Film: Pearl Harbour.
Libro: Cronache del Mondo Emerso.
Posto: Cina, Islanda, Sarajevo.
Visite: *loading*


Anna. Diciannovenne. Ed in Lei vivono gli opposti. Sicura ed Insicura. Solare e Malinconica. Ecclettica ed Impacciata. Determinata. Inconcludente. Sognatrice. Razionale. Comprensiva. Insensibile. E bisognosa di arrivare al Futuro più in fretta che mai.

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~ mercoledì, 10 settembre 2008, 12:14

Il Tecnicamp non mi ha portato solo belle cose; anche delusioni. Come sempre, d'altro canto: inizio a pensare che le delusioni siano una costante della mia vita, ma poco importa, dovrò farci l'abitudine .. prima o poi.

Molte cose mi hanno dato fastidio, come il fatto che solo perchè non porto i tizzoni la mia parola viene automaticamente considerata la metà di quel che verrebbe considerata in caso li avessi. Ciò, mi ha fatto nascere una grande rabbia.
Come mi fa rabbia vedere ragazzi ad un corso di pionerismo avanzato che non sanno nemmeno fare le legature fondamentali, le chiusure fondamentali, i nodi fondamentali. Si chiama avanzato per un motivo, direi .. Chiaro che poi non abbiamo potuto fare trabucchi, torrette, ponti sopraelevati, castelli e quant'altro: se devi passare due ore a spiegare ad una persona già come matassare il cordino .. No comment.

E mi sono resa conto, ovviamente, che lo scoutismo udinese è nella top ten, ma che, top five; non solo a livello di tecnica, ma anche di mera mentalità e modus operandi. Ma questo, è un discorso a parte.

Cambiando argomento .. Mi sono iscritta all'università. Tralasciando il fatto che quelli di Lettere sono degli scoppiati, perchè ancora adesso non ho nè l'orario delle lezioni nè la data del test d'ingresso - inizio lezione il 22 -, e se gli orari delle lezioni sono come l'anno scorso, io mi sparo: teletrasportarsi in tre sedi diverse sarà interessante, senza dubbio.
Per il resto .. Boh. Francamente, ho scritto solo perchè mi seccava che l'ultimo post su questo blog fosse quello in cui dicevo che l'avrei cambiato.

Le partenze sono domenica, ed un'altra tappa importante della mia vita si conclude, per darne spazio all'ultima, definitivamente.

:: Annétt

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~ lunedì, 18 agosto 2008, 18:56

La vita di questo blog sta per giungere alla fine; l'ho aperto quando sono entrata in Compagnia, lo chiudo ora che ne esco. Sono stati tre anni .. Particolari, direi. Non cancellerò questo blog, di certo, e proprio per questo mi tocca cambiare gestore perchè ne ho troppi aperti @_@ vambè.

98% Lettere - Italianistica. Mi sento sicura, mi sento presa, mi sento consapevole; quindi, non vedo perchè no. Per il resto .. Francamente non ho molto da dire, se non che quest'estate mi ha un po' deluso: speravo di fare molte più cose, ed alla fine, oltre a Sarajevo e una settimana a Lignano, non ho fatto niente di che. Se penso ai miei che sono andati in Namibia e ci sarei dovuta andare anche io, mi mangio le mani .. Ma mi rifarò quest'inverno, spero.

Confido anche che i tempi universitari mi lascino più pause, e quindi posso fare qualche viaggio in solitario. Valuterò a tempo debito, ci sono così tante mete che è difficile anche solo scegliere.

Il Nibbio Rann ci riporta la notte
Che il Pipistrello Mang ha liberato.
Hanno chiuso el mandrie nelle stalle
Perchè liberi siamo fino all'alba.
E' l'ora dell'orgoglio e della forza
artiglio, zanna e zampa.
Ascoltate il richiamo!
Buona caccia a chi rispetta
La Legge della Giungla!

- canto notturno della giungla -
Il Libro della Giungla - Rudyard Kipling

 

:: Annétt

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~ mercoledì, 13 agosto 2008, 11:45

( E in un giorno di pioggia come sottofondo musicale, canzone di questa Estate Rover in assoluto. )

11.08.2008 h 18.09

Generalmente, la fine di un campo scout per me è sempre significata un “ritorno alla normalità”, e accettavo questo pensiero con un sorriso. Adesso, tuttavia, il pensiero non mi conforta come ha fatto per 12 anni, tutt’altro. In me c’è sgomento e malinconia nel lasciare una terra che lentamente mi stava entrando nel cuore. Due sole volte, in tutta la mia vita, mi è capitato di portar dentro di me un posto: la Cina, che ho avuto la fortuna di rivisitare e non smetterò mai di volerlo ancora, e l’Islanda, sulla quale ho basato la mia tesina di maturità. E ora dovrò aggiungere anche Sarajevo, con i suoi panifici onnipresenti e permanentemente aperti, con i suoi tram traballanti, le strade con i segni del tempo e della guerra, le persone che nello sguardo lasciano trasparire tutto ciò che è successo. Moschee affianco a chiese, in una commistione di culture che sarebbe stata il successo dell’evoluzione sociale di tutti i tempi, se solo la guerra non avesse guastato ogni cosa.
Prima di partire per quest’esperienza ho detto ai miei amici che molte scelte importanti della mi vita la avrei prese post-Sarajevo. Forse per un senso di preveggenza, o forse per pura casualità, ma ciò è realmente successo, e questo senza dubbio rappresenta un grande passo avanti nel mio cammino della vita.
Diverse sono le strade che ho percorso a Sarajevo. Una strada culturale, che mi ha permesso di approfondire parte di una cultura araba a me già in parte nota, di capire i meccanismi di una guerra che meriterebbe senza dubbio più importanza sui libri di scuola, di aggiungere alla lista dei cibi provati la PITA e la CIORBA. Un bagaglio culturale che si aggiunge al mio scaffale di conoscenza del mondo, in un posto più che lodevole. Il vecchio e il nuovo si fondono in una perfetta amalgama; la volontà di andare avanti ed al contempo di non cambiare si scontrano formando parti avverse, entrambe da capire e rispettare. Non è facile prendere parte ad uno schieramento ideologico, pensavo di riuscire in quest’intento ma la strada da fare è ancora lunga sotto questo aspetto, e richiederà diverso tempo per ragionarci con calma. C’è poi una strada formativa, che senza dubbio ricopre un ruolo di rilevante importanza; mi sono riscoperta e sono senz’altro cresciuta. Ho imparato a relazionarmi senza l’ausilio di una lingua, perché i bambini .. Non sanno parlare il fantomatico inglese. Ho scoperto quanto calore si provi nel vedere un bambino sorridere, ed al contempo ho realizzato quanto le parole di Paola Perabò siano davvero veritiere: la formazione di una persona deve avvenire in giovane età, in modo da imprimere in una mente ancora non viziata da pregiudizi e luoghi comuni ciò che è realmente importante per un futuro migliore nella nostra società. E proprio per questo, sento che il mio ruolo per “rendere il mondo un po’ migliore di come l’ho lasciato” ( B.P. ) sia oramai chiaro. Da un lato, la mia scelta universitaria in Lettere – Italianistica, che mi permetterà, in un futuro, di iniziare la carriera di insegnante. Dall’altra, la scelta di iniziare servizio in Branca L; non tanto perché mi sono drogata il cervello con i bans, più che altro perché, come ho già detto chiaramente ai miei genitori, ritengo che dopo 12 anni di ricezione formativa è giusto che anche io dia il mio contributo per la sezione, che mi ha aiutato a crescere e migliorarmi .. Ad esser la persona che sono ora. Proprio per questo, in memoria di quante forti emozioni ho provato da lupetta grazie a Filippo, Federico e Monica, voglio anche io poter essere una guida e una spalla per le nuove generazioni, educando i bambini al fin di non avere copie di Otes: bambini oramai marci di odio e incapacità di discernere il bene dal male.
Ma dietro questa mia scelta, non c’è solo questo. Stare a Sarajevo mi ha fatto capire quanto la mia vita, prima di ogni altra cosa, debba essere valorizzata e portata a suo compimento. Qualcuno una volta mi disse che dal punto di vista del “tempo” fare staff in Branco risultava esser senza dubbio più leggero che non in reparto, e ciò mi viene incontro, contando che non voglio perdermi nulla del mio primo anno universitario; capire bene come funzionano le cose, conoscere nuove persone, e così via. Sarajevo mi ha dato tanto, lo ammetto. Mi ha dato molte chiarezze su punti della mia vita che mi erano ancora oscuro, o quantomeno incerti. Mi ha fatto capire quanto siano importanti i bambini per il nostro futuro, e soprattutto quanto sia gratificante l’ottenere soddisfazione dal lavoro con loro. Ammetto però, e ciò l’ho riscontrato “sul campo”, che il mio carattere impetuoso e talvolta poco paziente possa essere un limite a ciò, ma non sarà questo a fermarmi. Avere a che fare con i bambini di Otes mi ha aperto gli occhi su lati di che me che sono stati sempre sopiti, forse perché non era ancora tempo di esser conscia o forse perché inconsciamente li reprimevo per mantenere quell’output che mi ha sempre caratterizzata.
Ma non è finita qui. Finalmente ho capito le parole di Sara S., seppur ci abbia messo 6 anni. I legami che si creano all’interno di un gruppo scout, se forti e consolidati nel tempo, si rivelano .. Strani. Vanno al di là dell’amicizia, in un rapporto che sfiora quasi la sublime fratellanza; e per una figlia unica, è una sensazione troppo forte per essere ignorata, per riuscire a restare impassibile. E dunque, grazie Sarajevo per questo dono meraviglioso, forse il più importante.
Ma .. Non è ancora finita. Avrei voglia di urlare a tutta l’Italia di quanto le azioni compiute soprattutto negli ultimi periodi stiano assomigliando sempre di più al prologo della guerra dei Balcani. Urlare quanto siamo stupidi e ciechi, e quanto persino i bosniaci-erzegovesi si siano accorti delle nostre probabili future sorti. Sarajevo, forse, è il nostro futuro, per quanto gli italiani siano troppo idioti per guardarsi intorno e imparare dagli errori altrui.
Strada fatta .. Ne è stata fatta tanta. Quantomeno, tanta per soli 10 giorni. Certi pensieri mi hanno, nolente o volente, tenuto ogni tanto con la mente impegnata e per questo so di non aver dato il 100%. E, anche se l’avessi fatto, non credo che sarei in grado di capirlo; ho sempre preteso troppo da me, e quanto successo alla veglia Rover ne è la conferma. In ogni caso, sono sicura di aver dato molto, e di questo sono contenta.
Non sarà un’esperienza che cadrà nel dimenticatoio, tutt’altro.

.. Sarà forse il trampolino di lancio per il mio futuro. Queste parole fra virgolette le ho scritte nel “Resoconto della Strada percorsa in questa Estate Rover” al porto di Spalato, prima dell’imbarco. In realtà, il motivo per cui voglio fare il capo in Branca L, oltre ai più o meno nobili intenti sopra citati, è anche per un fattore di mera età. Sono troppo giovane perché gli esploratori possano vedere in me una figura di vero capo, mentre in Branco iniziano ad esserci già una decina d’anni di differenza, in media, e questo senza dubbio va a mio vantaggio.

Grazie Sarajevo per tutto quanto. Grazie per avermi fatto incontrare diverse realtà. Grazie per avermi fatto amare, per la prima volta, i bambini. Grazie per avermi messo alla prova, per avermi fatto crescere. Grazie per avermi dato delle risposte, per avermi dato delle domande, per avermi dato molta confusione. Grazie per avermi fatto sudare sotto al sole di mezzogiorno muovendomi in bicicletta fra i tuoi 500.000 abitanti. Grazie per avermi fatto vedere Srebenica e Kravica. Grazie per avermi fatto capire quanto l’Europa sia stata schifosamente indifferente alle tue stragi e genocidi. Grazie per avermi fatto provare davvero, per la prima volta, la sensazione di non sapere se il giorno dopo sarò ancora viva, o meno.

Grazie Sarajevo, per tutto quanto. Grazie per avermi fatto incontrare persone fantastiche, per avermi fatto ricredere, anche se solo in parte, sugli AGESCI. Grazie per avermi fatto stringere ancora di più i legami con la mia Compagnia. Grazie per avermi fatto imparare mille e più bans. Grazie per avermi fatto fare cose imbarazzanti senza provare imbarazzo. Grazie per avermi fatto cantare su un palco fra 100 persone. Grazie per avermi fatto piangere e per avermi fatto ridere. Grazie per avermi fatto ascoltare e per avermi fatto capire. Grazie per i viaggi in treno, in pullman e in nave. Grazie per le stelle cadenti e per i corpi vicini con un unico pensiero rivolto al cielo.

Grazie Sarajevo, per tutto quanto.

:: Annétt

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~ giovedì, 31 luglio 2008, 13:37

Ogni tanto mi domando perchè le persone, a 30 anni, siano ancora a livelli infantili. Mi stanno sul cazzo molte cose della mia vita, e fra le tante non sopporto chi prende decisioni al mio posto, chi si arroga autorità e diritti che non ha, e chi non accetta le critiche o non concepisce di aver fatto una dopo l'altra solo grandissime cazzate.

Voglio essere molto chiara, su questo punto: io, Enrico, non potrò perdonarlo per la fine di quest'estate Rover. Non ho perdonato tante persone per molto meno, non vedo perchè dovrei perdonare lui per quello che CI ha fatto. Non basta decidere tutto alle nostre spalle, con bugie e cazzate, non basta metterci i bastoni fra le ruote quando cerchiamo altre soluzioni, no: doveva anche disdire i biglietti del traghetto, sempre senza dirci un cazzo. Ed allora io mi chiedo, ma perchè quando gli è venuto il dubbio di mollare scout due anni fa non ha seguito quel suo stramaledetto dubbio ?

Semplice domanda che mi pongo adesso, e che porrò al Consiglio della Sezione. Già, perchè se sapessero che un Educatore bacia una ragazza di 15 anni, non penso che ci rimarrebbero tutti particolarmente bene. Ma in ogni caso, mi domando davvero perchè hanno avuto il coraggio di preferire Lui, a Filippo.

Mi fa schifo, questo sistema. Mi fa schifo Lui.

:: Annétt

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~ martedì, 22 luglio 2008, 11:59

Non dirò molto, se non che .. Marty è la metà perfetta della mia mezza mela <3

:: Annétt

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~ venerdì, 11 luglio 2008, 11:39

Non saprei cosa scrivere, in realtà. Mi sto beando nel mio nulla facente stato di pigrizia più che assoluta, e ne vado fiera, più o meno.

Sono arrabbiata un po' con alcune delle mie amiche, perchè sono davvero stanca di essere messa perennemente al secondo posto. Ma d'altro canto, tutti cambiano, prima o poi.

Avrei solo voglia di andarmene in Islanda, francamente.

:: Annétt

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~ martedì, 01 luglio 2008, 11:55

Libera.

Sono, finalmente, libera. Non parlerò del mio orale, le persone che c'erano lo ricorderanno. Posso solo dire una cosa: mi sono quasi  innamorata del commissario di storia e filosofia. A detta di Luce, c'è stato un gioco di sguardi molto equivoco.
Vorrei vedere come si potrebbe non innamorarsi di una persona del genere.

Partirò a breve per le vacanze, e a Udine, mi sa tanto, ci starò il minor tempo possibile. In sostanza, il necessario.

Sembrerà melodrammatico, sembrerà smieloso. Ma ho finito davvero una fase della mia vita. Così, quasi senza rendermene conto.
So già, che un po' tutto mi mancherà, infondo.

:: Annétt

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~ sabato, 28 giugno 2008, 15:11

Mi sembrava davvero troppo bello che i miei adorati compagni di classe non avessero da ridire sul mio 43/45. Mi chiedo, come possano realmente esistere persone così .. così ..

Ipocrite.

:: Annétt

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~ venerdì, 27 giugno 2008, 15:22

Sottogamba. E' la modalità che mi viene più in mente per come ho gestito questi esami. E' arrivato questo cazzo di caldo anche nella mia amata e freddolosa Friuli.

43/45 agli scritti, e sto ancora cercando di capire come ho fatto ad arrivarci. Per quanto i bigliettini in terza prova mi siano stati d'aiuto giusto per ricordare certi nomi, ho dovuto per forza aggiungere delle cose. Per non parlare di inglese e storia, che son state la mia rovina. Evidentemente, il compito di matematica è andato meglio delle aspettative.

Lunedì, ultima manche. Non sono assolutamente preparata, e lo dico col cuore in mano di chi sa che non riuscirà a ripetere tutti i programmi di storia, filosofia, latino, italiano, fisica, matematica e inglese in  un solo week-end.

Francamente .. non mi interessa. Io, a conti fatti, sono già fuori da quella scuola senza che mi presenti all'orale.
Perchè, se la matematica non è un'opinione, 43 + 17 = 60. E un grandissimo vaffanculo a chi ha vanamente tentato di ostacolarmi ( riferimenti a quella di ginnastica e a quello di matematica del tutto casuali ).

Luce, lunedì prepara i pomodori.

:: Annétt

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~ venerdì, 20 giugno 2008, 10:27

Marti: Oh Piga .. Ma sai cos'è che mi sta sul cazzo?
Io: No Marti, dimmi pure.
Marti: Che quella cazzo di Grazia sia da una cazzo di mezz'ora a fare la leccaculo con quel cazzo di Stefanel e lui la sta aiutando a fare quel cazzo di compito. Cazzo.
Io: ( alzo lo sguardo verso Grazia, e noto la scena ) Certo che è proprio una sfigata. ( guardo Marti, scuotendo il capo rassegnata ) Non riesce nemmeno a copiare.

Tutto questo, e molto altro, durante tutto lo svolgimento della seconda prova. Non mi sono mai divertita così tanto a fare un compito di matematica. Grazie Marti, Grazie Toso, Grazie Laura per avermi fatto ridere sei ore di seguito.

Alla faccia di Stefanel che ci ha messi per banco non solo in ordine alfabetico, ma anche alternati per classe! Pighin e Tonini spaccano, yo yo!

:: Annétt

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